320.000 firme per cambiare agricoltura

10 maggio 2017 ― Aggiornamenti

Oltre 320.000 cittadini, di 28 paesi europei, hanno partecipato alla consultazione pubblica indetta dalla Commissione europea, aperta a inizio febbraio e terminata lo scorso 2 maggio.

Il risultato è stato giudicato molto ​ significativo dalla Commissione europea, e in linea con un recente sondaggio che indica in oltre il 90% gli europei che considerano l’agricoltura e le aree rurali importanti per il proprio futuro. 

Aderendo alla consultazione tramite la campagna Living Land  lanciata da BirdLife Europa, European Environmental Bureau e Wwf Europa, ben 260.000 cittadini​ su 320.000 hanno chiesto una Pac che protegga il clima e l’ambiente, che sia equa per agricoltori e consumatori, e che garantisca una produzione di cibo sana e sostenibile.

I risultati della campagna Living Land saranno illustrati giovedi 11 maggio a Bruxelles da BirdLife Europa e da European  Environmental Bureau alla presenza del commissario Ue all’Agricoltura Phil Hogan nel corso della conferenza Who will fix the broken cap?.

Poderoso il contributo dell’Italia, con ben 33.000 firme raccolte (su un totale di 38.000 risposte pervenute alla Commissione), grazie alla campagna #cambiamoagricoltura, declinata da quella europea Living Land, e portata avanti da nove associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica e biodinamica (Aiab, Associazione agricoltura biodinamica, Associazione medici per l’ambiente, Fai, Federbio, Legambiente, Lipu, Pronatura e Wwf),  con il coordinamento della Lipu. La campagna ha permesso all’Italia di piazzarsi terza in classifica per numero di firme​ dietro solo la ​Germania e la​ Francia.

La Commissione ha ricevuto risposte da un largo spettro di stakeholders: singoli cittadini (il 97% del totale​), istituzioni locali e nazionali e tante organizzazioni (oltre 10mila) in rappresentanza in gran parte di agricoltori (77%) ma anche di​ tanti altri stakeholder

​La Commissione presenterà ufficialmente i risultati​  in un’apposita conferenza il prossimo 7 luglio a Bruxelles. Una prima analisi dei dati è pubblicata sul sito dell’Unione Europea