Confermate risorse alla PAC ora occorre garantire la transizione ecologica all’agricoltura

22 luglio 2020 ― Aggiornamenti

L’accordo raggiunto dal Consiglio UE sul bilancio salva le risorse per i pagamenti diretti della PAC, sacrificando lo Sviluppo Rurale, adesso però non ci sono piu’ alibi per opporsi ad obiettivi ambientali piu’ ambiziosi coerenti con il green deal

Nell’accordo raggiunto dal Consiglio Ue, che ha approvato il piano straordinario “Next Generation Eu” e il bilancio 2021-2027, l’agricoltura vede sostanzialmente confermate le attuali risorse della PAC scongiurando i tagli annunciati.

Su un bilancio complessivo della UE sarà di 1.074,3 miliardi di euro, alla PAC andranno in totale 336.444 milioni di euro nel QFP 2021 – 2027, 343.944 milioni di euro compresi gli stanziamenti del piano di risanamento (leggermente in calo rispetto alla proposta precedente che era di 348,5 miliardi di euro). Il budget del FEAGA (1° pilastro e organizzazione comune dei mercati) sarà di 258.594 milioni di euro (quasi identici ai 258.200 milioni della proposta precedente), di cui un massimo di 239.916 euro per i pagamenti diretti, vale a dire un minimo di 18.678 euro per l’organizzazione comune dei mercati. Lo Sviluppo Rurale esce più penalizzato dall’accordo, con 7,5 miliardi di sovvenzioni dal piano per la ripresa dell’economia, a fronte di una proposta iniziale di 15 miliardi, vale a dire una metà dei crediti supplementari assegnati al secondo pilastro della PAC. In generale, i sussidi al piano per la ripresa sono 390 miliardi di euro, contro una proposta iniziale di 500 miliardi di euro.

L’accordo non specifica però quando questi 7,5 miliardi potranno essere utilizzati per lo sviluppo rurale: dal 2021 come desiderato da diversi Stati membri o solo quando la riforma della PAC entrerà in vigore dal gennaio 2023 come desidera la Commissione europea. Il 40% dei fondi della PAC dovrà contribuire agli obiettivi climatici dell’UE, ma resta l’incognita della modalità di calcolo di questa percentuale con molti Stati membri che chiedono di considerare i pagamenti diretti del primo pilastro in virtù degli impegni per gli agricoltori previsti dalla condizionalità. Una proposta che la Coalizione #CambiamoAgricoltura reputa una furberia per limitare l’impegno di risorse per l’ambiente.

L’accordo raggiunto dal Consiglio UE prevede la possibilità di trasferimento delle risorse tra i due pilastri della PAC, con la regola generale del trasferimento del 25% possibile in entrambe le direzioni (dal 1°pilastro al 2° plastro o viceversa dal 2° a 1°). Saranno possibili trasferimenti aggiuntivi da 1° pilastro allo sviluppo rurale del 15% se si tratta di misure ambientali o climatiche e del 2% se si tratta di sostegno ai giovani agricoltori. Infine sarà possibile un trasferimento aggiuntivo dal 2° pilastro al 1° del 5% per gli Stati membri il cui valore dei pagamenti per ettaro è inferiore al 90% della media europea. Il tasso di cofinanziamento del 2° pilastro sarà il 100% per i fondi trasferiti dal 1° pilastro, l’85% per le regioni meno sviluppate, l’80% per le regioni d'oltremare e le aree con sfide ambientali (in particolare la rete Natura 2000), per gli investimenti non produttivi, i Programmi LEADER e per il Partenariato europeo per l'innovazione (PEI).

Tutte le altre misure dello sviluppo rurale potranno beneficiare di un cofinanziamento del 43%. Preoccupa le associazioni, invece, la decisione di rendere il Capping facoltativo per gli stati membri (e non obbligatorio come richiesto dalla Commissione) limitato inoltre ai soli pagamenti diretti che lascerà agli Stati membri facoltà di operare o meno una reale ridistribuzione delle risorse della PAC a favore delle azione più piccole.

L’accordo raggiunto dal Consiglio UE, per la Coalizione #CambiamoAgricoltura, salva sostanzialmente le risorse destinate all’agricoltura e toglie ogni alibi agli Stati membri ostili ai maggiori impegni ambientali della PAC post 2020, compresa l’Italia. Per le Associazioni di protezione ambientale e dell’agricoltura biologica “questo accordo sul bilancio UE per la PAC aumenta la responsabilità degli agricoltori per raggiungere gli obiettivi per la tutela della biodiversità e il contrasto dei cambiamenti climatici, indicati nelle due Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, nessuno adesso potrà invocare maggiori risorse finanziarie per i maggiori impegni ambientali urgenti e necessari per salvare la stessa agricoltura”.

Per la Coalizione #CambiamoAgricoltura il ruolo della PAC per affrontare e risolvere le sfide ambientali è aumentata dalla decisione del Consiglio UE di ridurre sostanzialmente le risorse destinate al Programma ambientale LIFE e alla ricerca. Adesso, concludono le Associazioni di #CambiamoAgricoltura, il nostro Governo con la Ministra Teresa Bellanova in testa e il mondo agricolo dovranno dimostrare di essere all’altezza delle sfide ambientali globali e locali, per confermare che gli investimenti pubblici destinati all’agricoltura saranno soldi spesi bene, nell’interesse comune dei cittadini europei e italiani, e non destinati al mantenimento di privilegi e rendite fondiarie basate su titoli storici ormai anacronistici. Le ingenti risorse pubbliche della PAC dovranno garantire la tutela dei beni pubblici, come il suolo fertile, l’acqua pulita ed agroecosistemi ricchi di biodiversità.