IL GRANDE BLUFF DELL’ITALIA PER LA POLITICA AGRICOLA COMUNE (PAC) POST 2022

22 Novembre 2021 ― Aggiornamenti

La strategia nazionale per la nuova PAC dimentica il Green Deal e le Strategie UE “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”. Grave latitanza del Ministro della Transizione Ecologica, Cingolani. Una delusione per la Coalizione #CambiamoAgricoltura

Nella seconda riunione del Tavolo di partenariato, convocata e presieduta dal Ministro delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Stefano Patuanelli, che si terrà online oggi pomeriggio,
sarà presentato e discusso il documento delle priorità del Piano Strategico Nazionale (PSN) per
l’attuazione della PAC post 2022.

“Non siamo più neanche di fronte ad un tentativo di greenwashing, ma di un vero e proprio patto
per l’agricoltura industriale, che relega a contorno gli impegni per l’ambiente e il lavoro”
Lo dichiarano le Associazioni della Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura che giudicano il
documento deludente e inadeguato per affrontare le complesse sfide della transizione ecologica
della nostra agricoltura, inefficace sia sul versante della lotta al cambiamento climatico che su
quello dello stop alla perdita di biodiversità.

Il documento è essenzialmente centrato sulla sostenibilità economica del sistema agroalimentare,
sottovalutando gli aspetti della sostenibilità ambientale e sociale. La strategia con cui il nostro
Governo intende dare attuazione alla nuova PAC indica la priorità di dare alla transizione
ecologica in termini di opportunità di reddito delle aziende, valutando al contempo con attenzione
gli impatti economici degli impegni richiesti agli agricoltori per la sostenibilità ambientale.

Il documento richiama nelle prime pagine le finalità della Politica Agricola Comune, citando le priorità
fissate dal trattato fondativo della CEE nel 1957, come se negli ultimi 70 anni non ci fossero state
le riforme che hanno profondamente mutato gli obiettivi di questa politica dell’Unione Europea, che
attribuisce analoga importanza e dignità agli obiettivi di sostenibilità ambientale, economica e
sociale. Lo stesso nuovo Regolamento UE della PAC post 2022, che sarà votato domani dal
Parlamento europeo, indica con chiarezza che i 9 obiettivi per la sostenibilità economica,
ambientale e sociale, hanno la stessa dignità ed importanza.

Per le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura la sostenibilità della nuova PAC è
basata su compresenza e pari ruolo di tutte e tre le componenti della sostenibilità. Se una
componente è più debole il sistema non regge.

Questo vale in particolare per la sostenibilità ambientale, essendo ormai evidenti gli effetti
catastrofici dei cambiamenti climatici e perdita della biodiversità sulla stabilità dei nostri sistemi
agroalimentari.

Completamente assente nella strategia è il necessario riferimento agli obiettivi delle Strategie UE
“Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”, ma non ci sono riferimenti neppure alle varie Strategie
nazionali: sviluppo sostenibile, biodiversità, transizione ecologica e al piano nazionale energia e
clima: è come se il comparto agricolo e zootecnico nazionale si chiamasse fuori dalla transizione
ecologica, rinunciando ad affrontare il necessario cambio di modello verso l’agroecologia. Ancora
più stonata è l’assenza di risposte puntuali alle esplicite richieste fatte dalla Commissione Europea
nelle raccomandazioni inviate al nostro Paese in vista della redazione del Piano e il mancato
riferimento ai dati presenti nei policy brief prodotti dallo stesso MIPAAF.

Inoltre la strategia del PSN non indica chiari obiettivi al 2027 (termine della validità del Piano) per
l’aumento delle superfici in agricoltura biologica, per la riduzione degli input chimici (pesticidi e
fertilizzanti), per il restauro degli agroecosistemi, ma neppure per la riduzione degli sprechi, il
miglioramento del benessere animale, il cambio delle diete e dei consumi a favore di alimenti più
sostenibili da parte delle famiglie e della ristorazione. La conservazione della natura è relegata in
secondo piano, mentre per quanto riguarda le misure sul clima, vengono prospettate azioni prive di
efficacia: se è vero che il 70% delle emissioni climalteranti di fonte agricola derivano dalla filiera
dell’allevamento intensivo, concentrato nella Pianura Padana, per ridurle occorre avviare una
profonda ristrutturazione che riduca i carichi zootecnici favorendo la transizione da produzioni di
massa a quelle di qualità. Ma di questa prospettiva non vi è traccia nella proposta di PSN.
Proprio queste carenze fanno sì che il mero elenco generico di interventi del secondo e terzo
obiettivo generale non garantiscano il cambiamento necessario. Le associazioni riconoscono,
infatti che, nella proposta di PSN, ci sono alcuni spunti che, se sviluppati e adeguatamente
finanziati, potrebbero rappresentare delle importanti opportunità: dallo sviluppo dell’agricoltura e
zootecnia biologica alla conservazione e ripristino degli agroecosistemi.

La Coalizione, viste le carenze del documento del MIPAAF, sollecita anche le autorità ambientali
del nostro Paese, in particolare il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, a far
sentire forte la propria voce e rivendicare il ruolo che l’articolo 94 del regolamento della PAC affida
al suo Ministero.

“La nostra è una valutazione preliminare basata sulle bozze dei documenti sottoposti dal MIPAAF,
speriamo quindi in un giudizio finale meno negativo se verranno accolte le nostre osservazioni e
proposte”, commentano le Associazioni di #CambiamoAgricoltura, “l’Italia ha solo 39 giorni per
consegnare il suo PSN alla Commissione UE, c’è poco tempo per cambiare rotta e non perdere il
treno della transizione agroecologica”.