La riforma PAC diventa la tomba del Green Deal per l’agricoltura europea

26 ottobre 2020 ― Aggiornamenti

Caos e frammentazione politica hanno caratterizzato il voto della seduta in plenaria di ieri del Parlamento Europeo, che ha bocciato tutte le politiche della Commissione Europea, dalla riforma della PAC post 2020 al Mes e tutte le politiche anti-crisi.

Una sconfitta per la biodiversità, il clima e gli agricoltori virtuosi quella decretata ieri dal voto del Parlamento Europeo in seduta plenaria che ha confermato la demolizione della proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) della Commissione Europea. Questo voto finale sulla riforma della PAC conferma sostanzialmente gli emendamenti, approvati con l’accordo tra S&D, PPE e Renew, che hanno cancellato ogni relazione coerente tra politica agricola europea e il Green Deal, mettendo una pietra tombale sull’avvio di una vera transizione ecologica delle filiere agricole e zootecniche in Europa. Confermano pertanto il loro commento negativo le Associazioni riunite nella Coalizione italiana #CambiamoAgriocoltura per questo voto finale espresso dal Parlamento Europeo: “I parlamentari europei non hanno avuto il coraggio di rigettare una proposta che non è in linea con il #greendeal europeo, nonostante la mobilitazione di migliaia di giovani e attivisti di tutta Europa”.

Negli ultimi giorni era infatti scesa in campo anche Greta Thunberg con i giovani del movimento “Fridays for Future” in difesa di una riforma della PAC in grado di dare soluzioni concrete ai problemi ambientali globali, e che ieri hanno animato insieme a numerose Associazioni europee i social network taggando i parlamentari europei nella speranza di un cambio di rotta. Nonostante tutte le pressioni, il margine a favore della demolizione della riforma della PAC è stato molto ampio: 425 favorevoli, 212 contrari, 51 astensioni. “Ora la proposta passerà alla discussione nel “Trilogo” (Commissione, Parlamento e Consiglio UE) e speriamo quindi che sia la Commissione a non cedere sulle regole minime per il raggiungimento degli obiettivi delle due Strategie del Green Deal, FarmtoFork e Biodiversità 2030”, continuano le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura.

La Commissione di Ursula Gertrud Von der Leyen si trova ora in una situazione difficile perché un terzo del bilancio dell’Unione 2021-2027 rischia di essere sprecato a causa di una politica agricola insostenibile, totalmente in contrasto con il Green Deal, che conferma vecchie logiche, privilegi ed interessi delle grandi corporazioni agricole.

Per evitare il fallimento delle sue due Strategie “Farm to Fork” e “Biodiversità 2030”  dovrà intraprendere un’azione forte e decisa nell’ambito del negoziato del “Trilogo”, ponendo sul tavolo la totale incompatibilità di questa PAC con gli impegni assunti per l’ambiente, il clima e la biodiversità. “Vogliamo ringraziare le centinaia di persone che in queste ultime settimane hanno risposto al nostro appello alla mobilitazione per azioni di cittadinanza attiva, inviando fotografie, messaggi vocali e tweet, per mandare ai decisori politici europei una forte richiesta di avvio di una seria e concreta transizione ecologica della nostra agricoltura”, concludono le Associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura, “purtroppo la maggioranza degli europarlamentari si sono dimostrati sordi e ciechi, ignorando questa richiesta dei cittadini europei, in particolare dei giovani, per un futuro sostenibile dell’agricoltura”.