Le nostre risposte consigliate

Questi sono giorni determinanti per decidere il futuro della Politica Agricola Comune (PAC), una delle politiche più importanti, influenti e dibattute dell’UE. Tutti i cittadini europei possono partecipare alla consultazione pubblica sul futuro della PAC, che terminerà il 2 maggio 2017, rispondendo ad un semplice questionario. Per facilitarti ti suggeriamo delle risposte che abbiamo sviluppato con i nostri esperti.

Leggi le domande dell’UE e le nostre risposte riguardo il futuro della PAC.

DOMANDA 1: Quali sono le sfide più importanti per l’agricoltura dell’UE e le zone rurali?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Garantire un equo tenore di vita per gli agricoltori
  • Le pressioni sull’ambiente e sulle risorse naturali Il cambiamento climatico (mitigazione e adattamento)

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • L’adeguamento all’evoluzione delle esigenze dei consumatori e della società
  • La mancanza di posti di lavoro e di crescita nelle zone rurali
  • Lo sviluppo territoriale disomogeneo all’interno dell’UE

LA NOSTRA LOGICA

Attualmente, l’agricoltura è la causa principale del declino della biodiversità in Europa. Soltanto una drastica revisione della PAC potrà cambiare questo preoccupante stato delle cose. Il Farmland Bird Index, indicatore ufficialmente adottato dall’Unione, evidenzia andamenti drammatici (sino a – 50% di consistenza numerica negli ultimi trent’anni) per diverse specie. Analoga sorte sta toccando a diverse specie di farfalle (-50% dal 1990 al 2011 per 17 specie, European Environment Agency), di api e di altri insetti impollinatori. L’Italia non fa eccezione, con tendenze negative più drammatiche per la pianura padana dominata da un’agricoltura intensiva e da un’accentuata semplificazione degli agro-ecosistemi. Ma la biodiversità, non è altro che la spia, il “canarino nella miniera” che ci indica, se accuratamente monitorata e correttamente misurata, lo stato di salute di tutte le componenti ambientali: qualità delle acque, del suolo, dell’aria, sino a giungere al clima. Il cambiamento climatico è una delle sfide più grandi che l’umanità sta affrontando e cambiare la PAC per ottenere un sistema agroalimentare sostenibile è fondamentale per ridurre le emissioni clima-alteranti della UE. Ovviamente, ci sono altre sfide (ad esempio garantire un equo tenore di vita per gli agricoltori) che riteniamo debbano essere affrontate per sostenere gli agricoltori nella transizione verso un’agricoltura veramente sostenibile.


DOMANDA 2: Quali strumenti politici dell’attuale PAC sono più adeguati per affrontare le sfide sopra indicate?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Sostegno alle azioni a favore dello sviluppo rurale, dell’ambiente e del clima nell’agricoltura e nelle zone rurali
  • Approcci normativi (norme e regole)

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • Sostegno agli investimenti di sviluppo rurale destinati al capitale umano e fisico nell’agricoltura e nelle zone rurali
  • Misure commerciali Sostegno all’integrazione nelle organizzazioni di produttori

Consigliamo di evitare le seguenti risposte:

  • Pagamenti disaccoppiati agli agricoltori Sostegno accoppiato Reti di sicurezza sui mercati (ad esempio interventi sui mercati)
  • Meccanismi per la gestione del rischio

LA NOSTRA LOGICA

Chiediamo una sostanziale riforma della PAC e dei suoi strumenti. Crediamo che la politica debba abbandonare i pagamenti disaccoppiati, vetusti e aspecifici, e adottare moderni incentivi che portino benefici a tutta la società. Essi dovrebbero ricompensare gli agricoltori per i beni pubblici che producono, come le azioni contro il cambiamento climatico e per la conservazione della natura nelle aree coltivate. Allo stesso tempo il rafforzamento della legislazione e delle regole esistenti è la condizione necessaria per una gestione sostenibile del territorio che rispetti regole comuni e condivise.


DOMANDA 3: In che misura l’attuale PAC affronta con successo queste sfide?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare la seguente risposta:

  • Affatto

Consigliamo di evitare le seguenti risposte:

  • In larga misura
  • In misura adeguata
  • Solo in parte

LA NOSTRA LOGICA

Le evidenze dei numerosi fallimenti della PAC sono ben documentate: ad esempio gli agricoltori sono largamente insoddisfatti e un numero rilevante di loro lotta per non fallire; molte intenzioni di renderla più favorevole per l’ambiente sono rimaste sulla carta; la spinta verso un’ulteriore industrializzazione della produzione sta peggiorando le condizioni di vita degli animali d’allevamento. Sebbene ci siano stati alcuni miglioramenti, l’attuale sistema dei pagamenti diretti ne causa un’iniqua distribuzione tra le aziende agricole, contribuisce al prezzo elevato dei terreni che ostacola l’accesso alla terra da parte di nuovi agricoltori e discrimina chiaramente gli agricoltori che gestiscono bene il territorio, avvantaggiando chi lo fa in maniera irresponsabile. Molte delle misure ambientali servono a risolvere problemi creati da altre parti della stessa PAC. Per risolvere le sfide che il sistema agroalimentare affronta, è necessario modernizzare e rendere appropriata questa politica ormai vecchia.


DOMANDA 4: Tra le seguenti opzioni, quali ritiene siano i contributi più importanti degli agricoltori nelle nostre società?

I NOSTRI CONSIGLI

Consigliamo vivamente di non rispondere a questa domanda.

LA NOSTRA LOGICA

Crediamo che la PAC giochi un ruolo primario in un sistema guasto e perciò necessiti di una revisione sostanziale. L’attuale politica non aiuta gli agricoltori a produrre beni pubblici come sarebbe nelle loro capacità. Mentre gli agricoltori e una vasta gamma di attori nelle aree rurali stanno facendo del loro meglio per produrre servizi agroambientali, essi non ricevono un adeguato sostegno e quindi i risultati sono spesso insoddisfacenti. Perciò, suggeriamo di non rispondere in modo da mandare un messaggio chiaro alla Commissione che c’è bisogno di una riforma sostanziale.


DOMANDA 5: In che misura è d’accordo con le seguenti affermazioni?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Il reddito agricolo è ancora significativamente inferiore al reddito medio nell’UE – Parzialmente d’accordo
  • Gli agricoltori dell’UE devono far fronte a obblighi più rigorosi rispetto a quelli di paesi non appartenenti all’UE – Sostanzialmente in disaccordo
  • Gli agricoltori ricevono una quota limitata dei prezzi pagati dai consumatori – Sostanzialmente d’accordo
  • Gli agricoltori devono affrontare ingenti investimenti affinché le loro imprese siano redditizie – Sostanzialmente in disaccordo 

LA NOSTRA LOGICA

Pensiamo sia discutibile chiedere un’opinione su questioni alle quali è possibile rispondere in modo oggettivo sulla base di dati reali. Preferiremmo che la prossima riforma della PAC fosse basata su evidenze statistiche piuttosto che su percezioni. Si può dire che il reddito delle aziende agricole sia più basso della media UE, ma questo cambia a seconda che si usi come indicatore “il reddito familiare agricolo” oppure “il reddito agricolo”. Dipende anche da chi risponde al questionario. E’ anche vero che gli agricoltori spesso ricevono una piccola parte del prezzo finale del prodotto. Comunque, contrariamente a quanto generalmente si crede, la UE non affronta un eccessivo carico regolamentare. Piuttosto, gli standard europei hanno determinato la crescita del valore alto per i nostri prodotti. Molti Paesi hanno adottato questi standard ed è opinabile che l’uno sia più stringente di un altro. Infine, crediamo che l’ultima domanda sia anche ingannevole giacchè molti imprenditori devono fare importanti investimenti nelle loro aziende e gli agricoltori non sono un’eccezione. Altri, viceversa, mettono in comune le risorse e adottano strategie a basso costo per evitare di rimanere intrappolati nel ciclo del debito e della produttività.


DOMANDA 6: Quali sono le principali sfide ambientali per l’agricoltura?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare la seguente risposta:

  • Tutela della biodiversità
  • Raccomandiamo inoltre di selezionare due tra le seguenti risposte:
  • Riduzione della degradazione del suolo
  • Conservazione della diversità genetica, ad esempio delle razze e delle varietà tradizionali
  • Riduzione dell’inquinamento idrico Razionalizzazione dell’uso dell’acqua
  • Uso più sostenibile di pesticidi e fertilizzanti
  • Riduzione dell’inquinamento atmosferico
  • Rischi ambientali quali incendi, inondazioni, ecc.

LA NOSTRA LOGICA

Non crediamo corretto che una politica affronti alcune sfide ambientali e ne ignori altre. Una PAC moderna ed efficiente può e deve realizzare tutti gli obiettivi ambientali. Siccome la protezione della biodiversità è la sfida più generale, dalla cui risoluzione derivano effetti positivi per tutte le altre, suggeriamo di scegliere questa risposta più altre due a tua scelta.


DOMANDA 7: In che misura l’attuale PAC affronta con successo queste sfide ambientali?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare la seguente risposta:

  • Affatto

LA NOSTRA LOGICA

Come già detto in precedenza, la PAC non ha aiutato la biodiversità e l’ambiente. Sebbene ci siano aspetti lodevoli della PAC, ci sono anche altre parti più importanti della politica agricola che la rendono nel complesso per niente soddisfacente.


DOMANDA 8: Quali sono i principali ostacoli che impediscono di diventare agricoltore?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Scarsa redditività
  • Prezzi elevati dei terreni

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • Mancanza di terreni disponibili
  • Regolamentazione terriera
  • Difficoltà nell’accesso al credito
  • Complessità dei regimi assicurativi
  • Diritto di successione
  • Fiscalità
  • Obblighi amministrativi
  • Accesso alle nuove tecnologie/conoscenze

Consigliamo di evitare la seguente risposta:

  • Percezione del settore agricolo

LA NOSTRA LOGICA

La PAC è basata sul pagamento diretto a superficie che conduce alla capitalizzazione del sostegno all’agricoltore all’interno del valore del terreno, facendo salire il prezzo dei terreni, rendendo difficile avviare nuove aziende agricole. Anche la bassa redditività dei prodotti agricoli è un tema considerevole per gli agricoltori. Pensiamo che queste due sfide evidenzino la necessità di una riforma sostanziale che aiuti tutti gli agricoltori. Crediamo che i problemi dell’agricoltura europea siano sostanziali e non una questione di immagine risolvibile semplicemente con campagne di comunicazione.


DOMANDA 9: Quali sono, a suo avviso, i principali motori dell’innovazione nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e dell’economia rurale?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • L’accesso a servizi di consulenza che forniscano soluzioni specifiche per l’agricoltura
  • Il sostegno allo sviluppo dell’economia circolare
  • Nuovi partenariati tra attori diversi (ossia tra agricoltori, società civile, ricercatori, ecc.)
  • Gli incentivi finanziari/di investimento e il sostegno per progetti innovativi

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • L’accesso alla formazione professionale e alle informazioni pertinenti
  • La divulgazione delle conoscenze Il sostegno per l’adeguamento alle nuove esigenze della società (ossia gli orientamenti nutrizionali)
  • Un migliore coinvolgimento dei produttori nell’insieme delle catene di valore (fino al consumatore)
  • La ricerca e la divulgazione di conoscenze che rispondano alle esigenze degli agricoltori

Consigliamo di evitare la seguente risposta:

  • Le nuove tecnologie e i fattori di produzione agricoli

LA NOSTRA LOGICA

L’innovazione è importante ma deve andare oltre le nuove tecnologie e i fattori di produzione agricoli (motivo per cui raccomandiamo di evitare questa risposta) e comprendere modi intelligenti di migliorare la sostenibilità dell’intero sistema. Questo è il motivo per cui abbiamo posto enfasi sulla consulenza, i nuovi partenariati e l’economia circolare che sono modi importanti di realizzare gli obiettivi legati allo sviluppo sostenibile.


DOMANDA 10: Dal 2003, il sistema di consulenza aziendale (SCA) mira ad aiutare gli agricoltori a comprendere meglio e a soddisfare le norme UE e buone condizioni agricole e ambientali. Come descriverebbe l’attuale situazione del sistema di consulenza aziendale nel suo territorio per quanto riguarda…

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

Disponibilità di consulenza – non soddisfacente

Accesso alla consulenza – non soddisfacente

Qualità dei servizi offerti – non soddisfacente

Indipendenza dei consulenti – non soddisfacente

Trasferimento di conoscenze – non soddisfacente

Divulgazione di nuove conoscenze – non soddisfacente

LA NOSTRA LOGICA

Pur non essendo un elemento centrale della nostra critica, riteniamo che il servizio di consulenza aziendale (FAS) debba essere uno dei catalizzatori chiave nella transizione verso nuovi modelli di agricoltura e che esso debba diventare il fulcro informativo nell’illustrare queste opzioni agli agricoltori. Finora, per quanto ne sappiamo, questo aspetto è gravemente carente in diversi Paesi. Ci preoccupa particolarmente anche l’indipendenza delle consulenze aziendali fornite da compagnie che producono forniture destinate agli agricoltori, come fertilizzanti o mangimi.


DOMANDA 11: In che misura le recenti riforme della PAC hanno dedicato sufficiente attenzione alla coerenza con le politiche per lo sviluppo?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Coerenza complessiva con la politica di sviluppo e con l’azione umanitaria dell’UE – Solo in parte
  • Esportazioni dell’UE verso i paesi in via di sviluppo – In misura adeguata
  • Importazioni dell’UE dai paesi in via di sviluppo – Solo in parte
  • Impatto sulla produzione agricola locale nei paesi in via di sviluppo, incluso il cambiamento di uso dei terreni – Affatto
  • Disponibilità e accessibilità economica di prodotti agricoli nei paesi in via di sviluppo – Solo in parte

LA NOSTRA LOGICA

E’ molto positivo che la coerenza delle politiche per lo sviluppo sia stata inclusa nella consultazione. Nel corso del tempo, la PAC ha ridotto gli impatti negativi delle esportazioni di eccedenze (dumping) ai paesi in via di sviluppo, ma ci sono ancora molte parti del sistema alimentare che non sono adeguatamente orientate, come nel caso delle massicce importazioni di materie prime, prodotte in modo insostenibile, per alimentare il nostro bestiame. Inoltre, stiamo osservando una forte enfasi su obiettivi di crescita delle produzioni agricole orientate all’esportazione che può diventare veramente problematica per i paesi extra-UE.


DOMANDA 12: Quali sono i principali problemi/ostacoli che impediscono all’attuale politica di realizzare con successo i suoi obiettivi? Quali sono i fattori all’origine di tali problemi/ostacoli?

I NOSTRI CONSIGLI

Questa è una domanda aperta. Si consiglia vivamente la seguente risposta:

Il principale ostacolo a una vera riforma sta nel modo con cui vengono assunte le decisioni sulla PAC. Oggi il processo decisionale è ostacolato da interessi consolidati che puntano a soffocare ogni riforma. Invece, abbiamo bisogno che nel dibattito intervengano anche settori diversi dall’agricoltura: in particolare quello ambiente. Rivendichiamo la congiunta titolarità sulla prossima PAC da parte delle diverse commissioni Parlamentari, formazioni del Consiglio UE e Direzioni Generali della Commissione, e lo stesso chiediamo agli organismi nazionali e regionali. Il fallimento del processo decisionale è esemplificato dagli ultimi negoziati della PAC, quando le misure di greening sono state annacquate dalle lobby agricole. Di conseguenza, i contribuenti spendono oltre 16 miliardi di Euro per il sostegno a un greening che rimane soltanto sulla carta, senza modificare sostanzialmente le pratiche agricole. Inoltre il “finto greening” ha portato a una diminuzione delle ambizioni ambientali del 2° pilastro. La PAC ha anche ripetutamente fallito nel supporto all’agricoltore medio. Con la più grande quota di bilancio destinata alle maggiori aziende (80% di budget – 20% di aziende), la maggior parte degli agricoltori restano esclusi, spesso quelli il cui territorio ospita la maggior biodiversità. Spesso questo processo culmina nella situazione perversa in cui ‘è pagato inquina’ anziché applicare il principio “chi inquina paga”. (Riferimento: http://bit.ly/2lLIeR7)

 


DOMANDA 13: Quali elementi dell’attuale PAC sono più gravosi o complessi e per quali motivi?

I NOSTRI CONSIGLI

Questa è una domanda aperta. Si consiglia vivamente la seguente risposta:

Sebbene riconosciamo che molti aspetti della PAC vigente creano oneri amministrativi per gli agricoltori e i governi, politiche eccessivamente semplicistiche non sarebbero in grado di perseguire gli obiettivi della PAC, né giustificherebbero l’uso di fondi pubblici.

Serve un equilibrio tra il livello di complessità per gli agricoltori e il perseguimento di obiettivi da garantire ai contribuenti. L’esperienza ha dimostrato che in alcuni casi – ad esempio alcuni schemi agroambientali di livello avanzato – prescrizioni di gestione complesse, o il monitoraggio dei risultati, sono perfettamente giustificate considerando l’elevato livello degli obiettivi ambientali da realizzare.

Sul tema del carico burocratico, ci sono due principali aree del 1° pilastro in cui sia gli agricoltori che le organizzazioni non governative concordano:

  1. i pagamenti Greening: la flessibilità concessa agli Stati membri ha reso questa “semplice” politica relativamente complessa. Essa è percepita come gravosa dagli agricoltori e dagli organismi pagatori, mentre la ricerca dimostra che è scarsamente efficace per l’ambiente. (Riferimento: http://bit.ly/2k3EoVu)
  2. Ammissibilità dei pascoli ai pagamenti diretti: gli allevatori che utilizzano pascoli alberati affrontano alti livelli di burocrazia e incertezza per avere accesso ai pagamenti diretti a causa di controlli aumentati e restrizioni basate su valutazioni troppo semplicistiche relative all’uso del suolo. (Riferimento: http://bit.ly/2lfsaJw)

DOMANDA 14: Il lavoro della Commissione europea è incentrato su 10 priorità per il periodo 2014-2020, la maggior parte delle quali sono pertinenti per la PAC. Indicare le priorità più pertinenti per cui la PAC dovrebbe fare di più

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare la seguente risposta:

  • Mitigare gli effetti del cambiamento climatico e adattarvisi, e fornire energie rinnovabili

LA NOSTRA LOGICA

La priorità sul cambiamento climatico è l’unica coerente con gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dalle Nazioni Unite (SDGs) sottoscritti dai leader mondiali e da tutti i capi di Stato e di governo. Tuttavia, le priorità della Commissione Europea 2014-2020 non includono tematiche contenute negli SDGs (ad esempio sulla biodiversità, la povertà, la salute, ecc) dei quali siamo convinti che la PAC dovrebbe affrontare.


DOMANDA 15: Quali dei seguenti obiettivi dovrebbero essere prioritari per la PAC?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Incoraggiare l’offerta di prodotti sani e di qualità
  • Contribuire a un elevato livello di tutela ambientale in tutta l’UE
  • Mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e adattarvisi
  • Sviluppare le zone rurali preservando al contempo il paesaggio
  • Realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato Siamo neutrali sulle seguenti risposte:
  • Garantire un equo tenore di vita agli agricoltori

Garantire l’approvvigionamento alimentare a prezzi ragionevoli per i consumatori Raccomandiamo di evitare le seguenti risposte:

  • Affrontare le incertezze del mercato
  • Stimolare la competitività e l’innovazione del settore agricolo

LA NOSTRA LOGICA

Qualsiasi politica futura su cibo e agricoltura dovrebbe puntare su un limitato numero di obiettivi cruciali e, come minimo, su questi aspetti: come migliorare i nostri ecosistemi; come garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Accordo di Parigi; come fornire ai cittadini prodotti sani e di qualità; come assicurare di avere aree rurali che siano vive e fiorenti, sotto ogni prospettiva. Noi fondamentalmente non condividiamo che le incertezze di mercato e la competitività debbano essere parte di una futura PAC, in quanto questi concetti potrebbero portare ad un’ulteriore intensificazione e alla necessità di un intervento pubblico per contrastare l’insostenibilità del sistema.


DOMANDA 16: Ritiene che sia necessario aggiungere obiettivi per modernizzare la PAC? Se sì, quali?

I NOSTRI CONSIGLI

Questa è una domanda aperta. Si consiglia vivamente la seguente risposta:

Adempiere agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): sette dei diciassette SDGs hanno diretta rilevanza per l’agricoltura europea. La PAC è lo strumento fondamentale per soddisfare questi impegni internazionali. L’SDG 12 richiede all’Europa di perseguire ‘gestione sostenibile e uso efficiente delle risorse naturali’ entro il 2030, mentre l’SDG 2 stabilisce che dobbiamo ‘garantire sistemi di produzione alimentare sostenibili e attivare pratiche agricole resilienti’ così come ‘preservare gli ecosistemi’.
Inoltre, in base all’SDG 15, l’Europa si è impegnata ad invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità. Ancora, l’SDG 6 afferma anche che entro il 2020 dobbiamo proteggere e ripristinare gli ecosistemi legati all’acqua, tra cui montagne, foreste, zone umide, fiumi, falde idriche e laghi, che risentono dell’impatto della produzione agricola. Altri accordi internazionali come l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, la Convenzione Globale sulla diversità biologica (CBD) e le norme UE sulla qualità dell’aria, contemplano tutte obiettivi cruciali per la prossima PAC.


DOMANDA 17: È d’accordo con la seguente affermazione: “È logico avere una politica agricola comune perché abbiamo bisogno di…”

I NOSTRI CONSIGLI

Si consigliano vivamente le seguenti risposte:

norme comuni nell’ambito del mercato unico (organizzazione del mercato, commercio, norme in materia di concorrenza, norme di sicurezza alimentare) – Sostanzialmente d’accordo

obiettivi comuni per affrontare le sfide transfrontaliere (sicurezza alimentare, ambiente, cambiamenti climatici, biodiversità…) – Sostanzialmente d’accordo

un bilancio comune, in quanto risulta più efficiente – Parzialmente d’accordo

coesione economica, sociale e territoriale e solidarietà tra gli Stati membri – Parzialmente d’accordo

posizioni comuni a livello internazionale al fine di rendere l’UE un attore più forte sulla scena mondiale – Parzialmente d’accordo

un quadro comune per condividere le migliori prassi, i risultati della ricerca e le idee innovative e favorire l’apprendimento reciproco – Parzialmente d’accordo

LA NOSTRA LOGICA

Se gli obiettivi sono impostati correttamente e c’è un quadro chiaro sull’attuazione da parte degli Stati Membri, ha ancora pieno senso avere una politica europea che regoli e finanzi il sistema alimentare e l’agricoltura.


DOMANDA 18: A che livello ritiene debbano essere affrontati principalmente i seguenti obiettivi della PAC?

I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Garantire un equo tenore di vita agli agricoltori – non rispondere a questa domanda
  • Affrontare le incertezze del mercato – non rispondere a questa domanda
  • Stimolare la competitività e l’innovazione del settore agricolo – non rispondere a questa domanda
  • Garantire l’approvvigionamento alimentare a prezzi ragionevoli per i consumatori – non rispondere a questa domanda
  • Incoraggiare l’offerta di prodotti sani e di qualità – non rispondere a questa domanda
  • Contribuire a un elevato livello di tutela ambientale in tutta l’UE – A livello dell’UE
  • Mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e adattarvisi. – A livello dell’UE
  • Sviluppare le zone rurali avendo cura al contempo del paesaggio – non rispondere a questa domanda
  • Realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato – non rispondere a questa domanda

LA NOSTRA LOGICA

Nella maggior parte dei casi, occorre operare su più livelli contemporaneamente per ottenere il miglior risultato. Questo è il motivo per cui consigliamo di non rispondere a questa domanda. Tuttavia, riguardo all’ambiente e al clima, crediamo che sia fortemente il caso di affermare la necessità di un accordo con le politiche di livello europeo: abbiamo bisogno di regole e di obiettivi a livello di UE, perché questi problemi non rimangono entro i confini di un Paese e Paesi con una mentalità meno rispettosa dell’ambiente devono essere portati a raggiungere un livello comune.


DOMANDA 19: È d’accordo con le seguenti affermazioni:I NOSTRI CONSIGLI

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Gli agricoltori hanno bisogno di sostegno diretto al reddito – Sostanzialmente in disaccordo
  • Altre politiche possono avere un forte impatto sul reddito agricolo (ad esempio il diritto tributario e di successione, il sistema di protezione sociale e il sistema pensionistico) – Sostanzialmente d’accordo
  • La politica agricola dovrebbe apportare maggiori benefici per l’ambiente e i cambiamenti climatici – Sostanzialmente d’accordo
  • Si dovrebbero sostenere investimenti mirati che favoriscano la ristrutturazione e l’innovazione – Parzialmente in disaccordo
  • Si dovrebbe migliorare la posizione degli agricoltori nella catena alimentare (anche per far fronte alle pratiche commerciali sleali) –Parzialmente d’accordo

LA NOSTRA LOGICA

Con riferimento alla prossima PAC, non siamo d’accordo sul fatto che gli agricoltori abbiano bisogno di sussidi senza la necessità di rispettare delle regole. Molti settori della società nonostante versino in condizioni di difficoltà non godono di sussidi da parte del governo per svolgere le loro attività. Invece, gli agricoltori dovrebbero sì ottenere un aiuto dalla società ma per realizzare un’agricoltura realmente sostenibile. Questo approccio è simile agli interventi di sostegno mirato alla ristrutturazione e all’innovazione. A seconda di come si ristruttura o di come si produce innovazione, è possibile creare una campagna viva anziché una spopolata e priva di elementi naturali. Potremmo più o meno concordare con le altre opzioni.


DOMANDA 20: Ritiene che le seguenti azioni nell’ambito della PAC potrebbero migliorare la competitività degli agricoltori?

Si consiglia vivamente di scegliere le seguenti risposte:

  • Sostenere lo sviluppo dei mercati a termine – Parzialmente in disaccordo
  • Migliorare la trasparenza nei mercati agricoli – Sostanzialmente d’accordo
  • Sostenere l’integrazione degli agricoltori in organizzazioni di produttori – Non so
  • Sostenere la ricerca e l’innovazione – Parzialmente in disaccordo
  • Semplificare le procedure amministrative – Sostanzialmente in disaccordo

LA NOSTRA LOGICA

L’agricoltore competitivo è quello che si è preso cura delle risorse naturali della sua azienda agricola e quindi può ancora produrre cibo nel lungo periodo. Pertanto riteniamo che sia un problema il fatto che questo aspetto non venga dato come opzione nella domanda. Dalle (limitate) risposte suggerite, quella concernente la trasparenza del mercato è quindi l’unica opzione che risponde parzialmente alla domanda. Siamo consapevoli che la semplificazione delle procedure amministrative abbia poco a che fare con la competitività.


DOMANDA 21: Quali dei seguenti criteri sono più pertinenti per la ripartizione del sostegno diretto?

Si consiglia vivamente di scegliere le seguenti risposte:

  • Compensazione per le attività agricole in zone soggette a vincoli naturali/zone ad alto valore naturalistico
  • Pratiche con gli effetti benefici maggiori sull’ambiente/sul clima
  • Limite al sostegno per i beneficiari di grandi dimensioni (plafonamento)
  • Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

Prodotti e/o settori specifici Collegamento con le norme (ad esempio la sicurezza alimentare, lavoro) Livello uniforme di sostegno per gli agricoltori nell’ambito del medesimo territorio

  • Piccoli produttori giovani agricoltori

Si consiglia di evitare queste risposte:

  • Strumenti per la gestione del rischio
  • Territori con potenziale agricolo maggiore

LA NOSTRA LOGICA

La prima domanda da fare dovrebbe essere: il sostegno diretto agli agricoltori è ancora pertinente e quali sono i suoi obiettivi? A nostro avviso, il sostegno diretto può essere giustificato solamente se è legato a severi criteri sociali e ambientali, come quelli legati al raggiungimento di obiettivi ambientali. Il sostegno diretto potrebbe anche essere utilizzato per sostenere gli agricoltori che operano in aree svantaggiate sulla base di rigorosi requisiti di gestione. In nessun caso i fondi possono essere distribuiti solo perché si vive in una zona specifica. E’ chiaro che se il sostegno diretto deve continuare, in tal caso sarebbe opportuno fissare un tetto per evitare che ingenti somme di denaro finiscano nelle tasche di pochi. Al contrario, questa limitazione non sarebbe necessaria se i pagamenti venissero effettuati sulla base di specifici risultati attesi ambientali o sociali.


DOMANDA 22: Quali azioni potrebbero migliorare ulteriormente l’andamento delle esportazioni dell’UE?

Si consiglia vivamente di scegliere la seguente risposte:

  • Nessuna azione necessaria

LA NOSTRA LOGICA

Noi crediamo che il focus della PAC debba essere quello di fornire cibo buono, sano e sostenibile per i cittadini europei. L’andamento delle esportazioni non riguarda questo focus.


DOMANDA 23: Tenuto conto delle esigenze dei consumatori e della società in generale, in che ambito può essere migliorato il collegamento tra la PAC e le norme?

Si consiglia di selezionare tre delle seguenti risposte:

  • Norme sulla sicurezza alimentare
  • Norme e orientamenti sull’alimentazione umana
  • Norme per i prodotti del commercio equo e solidale
  • Norme per i prodotti biologici
  • Norme relative all’ambiente e al clima
  • Norme per l’utilizzo di antimicrobici/pesticidi
  • Norme in materia di salute degli animali e delle piante
  • Norme sul benessere degli animali
  • Norme sul lavoro

LA NOSTRA LOGICA

C’è una chiara possibilità di migliorare i collegamenti tra la PAC e tutte le norme. Abbiamo messo tutte le norme sullo stesso piano nella nostra risposta perché crediamo che non ci sia una norma prioritaria rispetto a un’altra. Vi chiediamo di approfittare della possibilità di evidenziare aree che difficilmente sono menzionate nel resto del questionario.


DOMANDA 24: Per quanto riguarda l’applicazione di norme di produzione più rigorose, è d’accordo con le seguenti affermazioni?

Si consiglia fortemente di non rispondere a questa domanda.

LA NOSTRA LOGICA

Una buona PAC richiederebbe una combinazione di norme obbligatorie, incentivi finanziari su base volontaria e un sostegno che porti le scelte dei consumatori ad essere più consapevoli. Le opzioni offerte sono formulate in modo molto fuorviante, quindi non abbiamo spuntato alcuna casella. Ad esempio, gli incentivi finanziari su base volontaria, come ad esempio i programmi agro-ambientali, dovrebbero pagare gli agricoltori per gli impegni che vanno oltre il quadro normativo; essi non devono mai essere considerati come un’alternativa al quadro normativo. Allo stesso modo non possiamo sostenere l’idea che qualunque aumento degli standard debba essere compensato (ad esempio, se un pesticida si rivela pericoloso, dovrebbe essere vietato e non ci si può aspettare che i contribuenti forniscano un indennizzo per questo).


DOMANDA 25: Per quale dei seguenti obiettivi di tutela ambientale la PAC dovrebbe fare di più?

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Prevenzione e la riduzione dell’inquinamento idrico (pesticidi, fertilizzanti) prevenzione della perdita di biodiversità

Si raccomanda anche di selezionare una delle seguenti risposte:

  • Uso sostenibile delle risorse idriche
  • Prevenzione dei rischi ambientali quali inondazioni
  • Prevenzione e riduzione dell’erosione del suolo
  • Prevenzione della salinizzazione, della compattazione e della desertificazione del suolo
  • Contributo ai piani per la qualità dell’aria

LA NOSTRA LOGICA

Questa domanda è fuorviante poiché chiede a chi risponde di scegliere tra gli obiettivi, piuttosto che verificare come questi obiettivi dovrebbero essere raggiunti. Abbiamo scelto la biodiversità in quanto si tratta di un obiettivo globale: vale a dire che per evitare la perdita di biodiversità, è necessario considerare tutti gli altri fattori.


DOMANDA 26: Quali devono essere gli obiettivi prioritari della PAC per affrontare meglio i cambiamenti climatici?

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Ridurre le emissioni di gas a effetto serra (GES) nel settore agricolo
  • Migliorare l’adattamento ai cambiamenti climatici e aumentare la resilienza dei sistemi di produzione agricola

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • Promuovere la conservazione e il sequestro del carbonio nel settore agricolo e forestale
  • Promuovere la diversificazione dei sistemi di produzione agricola
  • Promuovere la ricerca per affrontare il problema delle malattie delle piante e degli animali connesse ai cambiamenti climatici.

Si consiglia di evitare le seguenti risposte:

  • Promuovere l’imboschimento e la gestione sostenibile delle foreste Fornire risorse energetiche rinnovabili sostenibili

LA NOSTRA LOGICA

Qualsiasi politica futura deve prendere seriamente in considerazione il clima. Quindi contemplare sia la mitigazione – garantendo che il settore agricolo riduca le sue emissioni complessive – che l’adattamento, compresa la costruzione di sistemi socio-ecologici resilienti. Diversificare i sistemi di produzione agricola e conservare il carbonio nei suoli sono due strumenti che consentono di raggiungere gli obiettivi di cui sopra. Riteniamo che la risposta sulle risorse energetiche rinnovabili sia troppo generica e comprenda quindi anche fonti che si stanno rivelando dannose per l’ambiente e non utili alla lotta al cambiamento climatico e quindi sia da evitare (per maggiori informazioni http://www.eubioenergy.com/2016/11/23/new-publication-the-black-book-of-bioenergy/). Anche su imboschimento e gestione sostenibile occorrerebbe essere più precisi, infatti, l’imboschimento ha senso solo in contesti particolari dove la componente forestale è effettivamente carente come le aree periurbane oppure le aree con suoli di cattiva qualità purché, per esempio, interessati da processi diffusi di contaminazione che rendono sconsigliabili le colture alimentari. Infine, sarebbe opportuno incentivare la certificazione della gestione sostenibile.


DOMANDA 27: In quale dei seguenti settori ritiene che la PAC dovrebbe rafforzare il suo sostegno alla gestione sostenibile delle foreste?

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Prevenzione degli incendi boschivi e ripristino
  • Aumento della resilienza e della protezione degli ecosistemi forestali
  • Sistemi agroforestali
  • Siamo neutrali sulla seguente risposta:
  • Prevenzione di calamità naturali e di eventi catastrofici nelle foreste, quali organismi nocivi o tempeste.

Si consiglia di evitare le seguenti risposte:

  • Mobilitazione della biomassa forestale per la produzione di materiali ed energia Imboschimento/forestazione

LA NOSTRA LOGICA

La gestione sostenibile delle foreste dovrebbe renderle resilienti e mantenere i nostri ecosistemi in buona salute. Le azioni di prevenzione e il conseguente ripristino devono essere sempre condotte secondo criteri di sostenibilità ecologica e finalizzate a proteggere o ripristinare gli habitat naturali eventualmente distrutti. Tali azioni possono trarre grandi vantaggi dalla partecipazione degli agricoltori (ad esempio dal pascolo o da fasce tagliafuoco) e di coloro che si occupano di pianificazione del territorio. Inoltre i sistemi agroforestali consistono in una varietà di usi del suolo integrati e sostenibili, dalle pratiche silvo-pastorali tradizionali diffuse in alcune regioni europee alle moderne pratiche agro-forestali che prevedono l’integrazione tra alberi di alto fusto e colture, pratiche che generalmente hanno effetti benefici su suolo, acqua e clima. Le altre opzioni sono state troppo spesso più dannose che utili per la gestione sostenibile delle foreste.


DOMANDA 28: In che modo la PAC dovrebbe migliorare il suo contributo a favore delle zone rurali?

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Rafforzando l’interazione tra la produzione locale e i mercati locali
  • Migliorando la qualità della vita e l’inclusione sociale degli abitanti delle zone rurali
  • Rafforzando la governance e lo sviluppo locale attraverso iniziative dal basso verso l’alto, quali ad esempio l’iniziativa LEADER
  • Promuovendo il turismo rurale e ricreativo, anche mediante l’offerta di incentivi paesaggistici, valori culturali e gastronomia locale tradizionale

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • Promuovendo l’innovazione attraverso il trasferimento di conoscenze, la consulenza e la formazione professionale
  • Sviluppando il know-how e i prodotti locali in linea con la diversità dell’UE e fornendo la base per prodotti di qualità dell’UE
  • Affrontando le esigenze locali mediante il sostegno alla fornitura di infrastrutture/servizi locali (ad esempio l’assistenza sanitaria, l’assistenza all’infanzia, i trasporti)
  • Promuovendo la redditività economica del settore agricolo in tutta l’UE, evitando la concentrazione della produzione e delle persone in determinate zone
  • Creando e preservando posti di lavoro nelle zone rurali, anche nel settore della produzione agricola primaria
  • Fornendo connettività e soluzioni digitali
  • Contribuendo al capitale sociale e culturale affinché le zone rurali restino luoghi vitali e creando collegamenti reciprocamente vantaggiosi tra zone rurali e urbane
  • Aiutando le PMI a creare posti di lavoro nelle zone rurali

LA NOSTRA LOGICA

Permane l’esigenza di una politica futura capace di investire nelle zone rurali per garantire la sostenibilità sociale, ambientale ed economica in Europa. I quattro elementi che chiediamo vengano selezionati non possono che essere elementi chiave di una politica futura, sebbene anche gli altri non debbano essere ignorati.


DOMANDA 29: In che modo la PAC può aiutare meglio i giovani agricoltori o altri giovani imprenditori nelle aree rurali?

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Promuovendo il trasferimento di conoscenze, la consulenza e la formazione professionale
  • Sostenendo nuove forme di cooperazione

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • Sostenendo le imprese in fase di avviamento
  • Prevedendo pagamenti complementari transitori ai giovani agricoltori
  • Migliorando l’accesso agli strumenti finanziari
  • Introducendo incentivi per favorire la cooperazione tra diverse generazioni

Si consiglia di evitare le seguenti risposte:

  • Fornendo un maggiore sostegno per gli investimenti
  • Incentivando il trasferimento di aziende agricole

LA NOSTRA LOGICA

È prioritario aumentare i nuovi imprenditori in agricoltura. L’attenzione non dovrebbe però focalizzarsi sull’età dell’agricoltore, bensì sulla sua la volontà a impegnarsi attivamente per cibo e agricoltura sostenibili. Pertanto, l’obiettivo primario dovrebbe riguardare le modalità innovative di cooperazione e la conoscenza. In merito alla PAC, a nostro avviso, il maggiore ostacolo per la creazione di un’agricoltura sostenibile è da ricercarsi nell’elevato costo dei terreni, gonfiato dai sussidi del primo pilastro della PAC.


DOMANDA 30: Quale sarebbe il modo migliore per incoraggiare l’innovazione?

Si consiglia vivamente di selezionare la seguente risposta:

  • Migliorare la competenza tecnica e l’imparzialità dei servizi di consulenza

Siamo neutrali sulle seguenti risposte:

  • Sostenere l’impegno degli agricoltori nei progetti innovativi
  • Colmare le lacune di conoscenze tra gli agricoltori
  • Sostenere lo scambio di conoscenze attraverso un migliore accesso a servizi di consulenza e attraverso la creazione di reti tra agricoltori e aziende modello
  • Sviluppare l’infrastruttura informatica per lo scambio di conoscenze
  • Fornire un migliore accesso ai finanziamenti/agli investimenti

LA NOSTRA LOGICA

Al fine di incoraggiare l’innovazione, l’attenzione deve essere posta prioritariamente su un vero e proprio servizio di consulenza tecnicamente aggiornato e capace di fornire informazioni in modo imparziale. Anche le altre risposte potrebbero essere selezionate, ma costituiscono opzioni secondarie rispetto al servizio di consulenza.


DOMANDA 31: Ritiene che le azioni seguenti potrebbero semplificare la PAC?

Si consiglia vivamente di selezionare le seguenti risposte:

  • Ridurre le sovrapposizioni tra lo sviluppo rurale e le altre misure della PAC – Sostanzialmente d’accordo
  • Ottimizzare l’uso di banche dati e tecnologie (telerilevamento, smartphone) per ridurre la frequenza delle ispezioni presso le aziende – Non so
  • Utilizzare maggiormente i servizi di e-government – Non so
  • Estendere l’uso di pagamenti forfettari – Sostanzialmente in disaccordo
  • Offrire agli agricoltori una maggiore scelta in termini di misure ambientali – Parzialmente in disaccordo

LA NOSTRA LOGICA

Tra le opzioni qui presentate, l’unica risposta che ragionevolmente può contribuire a semplificare la PAC è la riduzione delle sovrapposizioni tra i due pilastri. Per una risposta più elaborata sulla necessità di una semplificazione, si veda la domanda 32.


DOMANDA 32: Ha idee concrete per semplificare la PAC e ridurre l’onere amministrativo per gli agricoltori, i beneficiari (o le amministrazioni pubbliche)? Specificare e spiegare le ragioni dei suggerimenti

Trattasi di una domanda aperta. Si raccomanda vivamente la seguente risposta:

La nuova PAC deve essere focalizzata all’obiettivo, cioé dovrebbe essere efficace, efficiente, pertinente e coerente con le altre politiche nonché dimostrare il valore aggiunto dell’UE.
La semplificazione finalizzata a se stessa, senza una valutazione dell’efficacia, è priva di senso. La semplificazione dovrebbe invece garantire che i benefici pubblici vengano raggiunti in modo efficace ed efficiente.
Tuttavia, siamo concordi nel ritenere l’attuale PAC sia pesante per i beneficiari, per le amministrazioni e per i cittadini interessati a comprendere il valore dei risultati raggiunti con i soldi dei contribuenti.
Spesso le complicazioni derivano dalle molte esenzioni e da lacune create per aggirare l’obiettivo dichiarato della politica. Si veda in merito la nostra risposta alla domanda 13.

Per beneficiari, amministrazioni e cittadini, la PAC è difficile da comprendere, da applicare o da implementare a livello nazionale. Il modo più facile per semplificare la politica è quindi quello di abolire le parti della PAC che non sono più giustificate (ad esempio, in particolare i pagamenti del primo pilastro) e di riorientare il bilancio e l’investimento su misure mirate, intelligenti, ben pianificate e monitorate o su contratti che abbiano obiettivi chiari. Un grande impegno dovrebbe riguardare il loro funzionamento non solo a livello istituzionale ma anche nella loro realizzazione pratica. Proposte più specifiche sono descritte nella domanda 33.


DOMANDA 33: Ha altre idee da proporre per modernizzare la PAC?

Trattasi di una domanda aperta. Si raccomanda vivamente di inserire la seguente risposta: Una PAC moderna dovrebbe prevedere innanzitutto un cambiamento dell’attuale approccio a 2 pilastri. I pagamenti a superficie che sostengono pratiche non sostenibili devono essere eliminati e il principio “Chi inquina paga” dovrebbe essere il criterio guida.
La priorità deve essere la piena attuazione della legislazione ambientale, sul benessere degli animali e sulla salute, di pari passo con la tassazione di chi inquina. La PAC dovrebbe includere anche i pagamenti per i servizi ecosistemici. E’ necessario darsi obiettivi ambientali chiari mediante un approccio programmatico, che si basa e si sviluppa sull’esempio dell’approccio dei progetti LIFE: adoperare i pagamenti per premiare i risultati concreti. Tali pagamenti ambientali dovrebbero essere gestiti o almeno supervisionati da autorità ambientali.

Inoltre, la nuova PAC dovrebbe contribuire a prevenire l’abbandono dei terreni laddove questo ha impatti sociali e ambientali negativi. Particolare attenzione dovrebbe essere data alla produzione di cibo nutriente e alla promozione di un’alimentazione sana attraverso, ad esempio, la creazione di meccanismi di filiera corta, educazione alimentare nelle scuole e progetti locali nelle aree urbane.

Infine, particolare rilievo dovrebbe essere dato al tema della transizione: la nuova politica dovrebbe aiutare gli agricoltori che hanno investito in modelli agricoli non sostenibili a intraprendere un percorso verso la sostenibilità con un obiettivo a breve termine.


DOMANDA 34: Se lo desidera può caricare un documento sintetico di presa di posizione o simili (massimo 5 pagine). La dimensione massima del file è 1 MB

Trattasi di una domanda aperta. Invitiamo tutte le organizzazioni a caricare i propri documenti di visione o posizionamento.