Verso la Nuova PAC: passi avanti o si torna indietro?

29 marzo 2018 ― Aggiornamenti

Segnali contrastanti emergono dai documenti del Consiglio Europeo Agricoltura e la preoccupazione è sostenuta dai nuovi documenti della Corte Europea degli Auditor

Procede il percorso istituzionale verso la riforma della PAC, il 19 Marzo il Consiglio Agricoltura Europeo si è riunito per ratificare il documento di posizionamento sulla proposta delle Commissione “Future of food and farming”. Il documento della presidenza Bulgara (scaricabile qui), che non ha raggiunto l’unanimità ma il consenso di 23 paesi, purtroppo non ci rassicura su di un possibile cambio di passo della futura programmazione. Nonostante esso parli di ambiente e adattamento ai cambiamenti climatici, non vi sono molti segnali di novità, se non un invito ad incentivare quegli agricoltori che si impegnano a realizzare pratiche ad alto valore naturalistico, cosa più volte chiesta in passato dalle Associazioni Ambientaliste.

La forte richiesta di sussidiarietà, ossia di liberta dei singoli stati di adeguare le norme al loro territorio, che emerge da tutto il documento, può da un lato portare a benefici in ambito di conservazione del capitale naturale, nel caso venissero identificate azioni mirate alle esigenze territoriale, ma dall’altro può causare una de-regulation e una difformità di azioni a livello europeo o ancor peggio a scala nazionale, indebolendo così l’efficacia del Programma. Auspichiamo quindi, che nella futura riforma vi sia un controllo serio e puntuale da parte dalla EU sia degli obiettivi che dei risultati raggiunti e che i Piani di Azione che, secondo la comunicazione della Commissione, i singoli dovranno stilare, contengano obiettivi e misure in linea con le sfide ambientali e sociali che la nuova PAC si troverà ad affrontare.

Perplessità circa il documento del commissario Hogan dello scorso Novembre vengono anche dalla Corte degli Auditor (scaricabile qui). Il quadro ambientale presentato dalla Corte, in linea con quanto denunciato anche dalla coalizione #CambiamoAgricoltura, è molto grave sia per il comparto biodiversità che per quanto riguarda l’acqua, le emissioni di gas serra e la fertilità dei suoli. La nuova PAC dovrà necessariamente tenere presente tutto questo e affrontare con fermezza queste sfide, fermezza che però non traspare né dal documento della Commissione né dalla posizione del Consiglio.

Il documento della Corte degli Auditor auspica, inoltre, che ove possibile, gli obiettivi in ambito di ambientale e lotta ai cambiamenti climatici devono essere quantificati, non solo in termini di realizzazione, ma anche di risultati e di impatto. Noi auspichiamo che tale suggerimento venga accolto dalla commissione e che nella futura programmazione si dia reale forma a Pagamenti basati su risultati, sia a scala locale che a scala di paesaggio, così da incentivare la realizzazione dei futuri piani di azione nazionale davvero efficaci nell’affrontare le sfide ambientali attraverso una nuova architettura del regime dei pagamenti di base e dei PSR.

La stessa Corte denuncia, infatti, che molto spesso i fondi per i PSR sono stati allocati dagli stati membri (o dalle regioni) non sulle misure più utili per raggiungere gli obiettivi ma sulle misure in cui più facilmente esse venissero spese, che spesso erano le misure che meno contribuivano al raggiungimento degli stessi obiettivi. Ci aspettiamo che, se confermati, i nuovi Piani strategici nazionali vadano ad individuare misure efficaci e puntuali per i diversi agro-ecosistemi, incentivando le pratiche realmente efficaci, nonché non sostenendo più pratiche che vanno esattamente nella direzione opposta annullando i pochi effetti ottenuti (come ad esempio l’incentivazione delle centrali a biomassa o delle filiere altamente impattanti sugli ecosistemi).

Sulla base di queste osservazioni e di quelle formulata dal Parlamento Europeo, la Commissione presenterà per fine Maggio le proposte legislative per il nuovo settennato di programmazione, auspichiamo che esse contengano elementi innovativi che possano lasciare spazio ad una co-progettazione reale e non siano un ritorno al passato con una maggiore libertà degli stati membri.
Insomma, ancora tanta strada c’è da fare per arrivare ad un vero e proprio cambio di rotta sia culturale, che legislativo per arrivare ad un 2021 in cui la Politica Agricola Comune diventi una la Politica per gli Agricoltori, l’Ambiente e l’Alimentazione.