Workshop “La PAC post 2020: Luci e ombre nella proposta di Regolamento”

26 giugno 2018 ― Aggiornamenti

Il 1 giugno sono state presentate dalla Commissione Europea le proposte di regolamenti per la Politica Agricola Post 2020. Per comprendere come il nuovo scenario potrà influire sull’ambiente e sulle aziende che praticano forme di agricoltura sostenibile la Coalizione #Cambiamo Agricoltura ha organizzato un workshop il prossimo 4 Luglio a Milano dalle 14.00 alle 18.00 presso il Dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali Università degli studi di Milano – via L. Mangiagalli 25, Milano.

Le associazioni della Coalizione #CambiamoAgricoltura aprono un confronto con accademici, esperti di diversi settori e portatori di interesse. La giornata sarà strutturata in un momento collegiale e in sottogruppi di lavoro dedicati guidati da un moderatore.

Scopo dell’incontro è quello di definire un posizionamento relativo alla nuova proposta di regolamento. Per raccogliere meglio i contributi dei partecipanti, abbiamo individuato 3 argomenti che saranno proposti e discussi in tavoli di lavoro dedicati, questi i tre quesiti su cui lavoreremo insieme:

1- Scompare il Greening, come gestire il nuovo strumento degli Eco-scheme?

Nell’attuale programmazione è stato introdotto lo strumento del Greening che nelle sue intenzioni iniziali doveva garantire che le aziende agricole si impegnassero in azioni a favore della biodiversità per poter ricevere i pagamenti del Primo Pilastro. Come è noto però tale strumento non ha funzionato rivelandosi un inutile aggravio burocratico senza apportare modifiche nelle pratiche di conduzione, questo poiché nonostante l’impostazione iniziale fosse buona è stato progressivamente indebolito ammettendo pratiche non realmente “verdi” e rendendolo obbligatorio solo per una percentuale troppo esigua di aziende. La nuova proposta prevede, quindi, di sostituire questo strumento con gli Eco-scheme, inglobando invece nella condizionalità alcune prescrizioni.

Come evitare che gli Eco-scheme si trasformino anch’essi in uno strumento di scarsa utilità e solo di facciata, soprattutto considerando che sarà obbligatorio per gli stati membri prevederli ma non vi è ad ora un minimo di quota da destinare ad essi e non per le aziende? Quali obiettivi dovrebbero soddisfare? Quali misure dovrebbero contenere? Come farli diventare appetibili per le aziende?

Il piano nazionale strategico e le grandi sfide ambientali (acque, clima, rete natura2000, abbandono aree interne)

I nuovi regolamenti proposti dalla Commissione hanno come parola chiave la sussidiarietà. Molte decisioni vengono demandate agli stati membri lasciando all’Europa il coordinamento e la supervisione. Gli stati Membri dovranno, quindi, approntare un nuovo documento, il Piano Nazionale Strategico, in cui declinare tutti gli aspetti della politica agricola, sia del primo pilastro, come i pagamenti diretti opzionali, le regole della condizionalità e gli eco-scheme, nonché le regole dello sviluppo rurale. Il Piano Nazionale Strategico sarà, dunque, uno strumento essenziale per garantire che le grandi sfide ambientali vengano affrontate con mezzi concreti anche dal comparto agricolo. Quali elementi dovrà contenere il Piano? Come andrebbe articolato perché risulti efficace? Quali sono gli obiettivi e le azioni imprescindibili per far fronte alle sfide ambientali?

Come poter favorire modelli innovativi e sostenibili (es. agricoltura biologica e agricoltura sociale) nella nuova PAC?

Il modello agricolo impostosi dal dopo guerra è sempre più in crisi, sia per le oscillazioni dei mercati che per la concorrenza di paesi terzi che impongono le loro produzioni di massa sul mercato. Inoltre, anche la coscienza ambientale e sociale dei consumatori è cambiata e sempre più richiede del cibo proveniente da filiere sostenibili. Come far sì che all’interno della nuova PAC questi modelli vengano incentivati? Quali sono le difficoltà che questo comparto deve oggi affrontare? Quali ipotesi innovative nella struttura della PAC e del Piano Nazionale Strategico possono essere messe in pratica per favorire un nuovo modo di fare e pensare l’agricoltura? Come rendere le esperienze dei PEI, dei GAL e degli altri strumenti di cooperazione oggi presenti nei PSR il fulcro delle politiche e dello sviluppo rurale? Che ruolo possono giocare i diversi attori sociali ed economici?

A questo link è possibile scaricare la documentazione sulla PAC e le proposte di regolamenti

L’incontro si inserisce all’interno del progetto “La nostra agricoltura, il nostro cibo, il nostro ambiente. Campagna per una politica agricola sostenibile nell’Unione europea”; un progetto di Lipu, FAI-Fondo Ambiente Italiano, Legambiente, WWF e finanziato da Fondazione CARIPLO, che si inserisce nella campagna di sensibilizzazione #CambiamoAgricoltura, lanciata da una più ampia coalizione di Associazioni ambientaliste e dell’Agricoltura biologica e biodinamica (Associazione Medici per l’ambiente, Aiab, Associazione agricoltura biodinamica, FAI-Fondo Ambiente Italiano, Federbio, Legambiente, Lipu, Pronatura e WWF).                                                               

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