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Luci ed ombre sul processo di revisione della PAC

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Cambiamo Agricoltura

Sabato 7 Ottobre, in occasione del degli eventi collaterali al G7 Agricoltura, è stato organizzato il convegno “DALLA PAC ALL’AGRICOLTURA PER I TERRITORI” dove tutte le associazioni che hanno sostenuto la campagna hanno discusso sul presente e futuro della Politica Agricola insieme agli esponenti del mondo scientifico, delle associazioni di categoria e ad alcuni produttori locali.

La linea guida del convegno è stato il cambio di paradigma, da un’agricoltura industrializzata, figlia della “riforma verde” post bellica, all’Agroecologia, in cui le pratiche agricole si integrano e coevolvono con i cicli naturali e del paesaggio, come ha ben illustrato il prof. Bocchi dell’università degli Studi di Milano. Non un ritorno al passato ma un salto verso un futuro di sostenibilità sociale, ambientale ed economica, o come illustrato da Prof. Carlo Modenesi (docente presso l’Università di Parma) il cambio di concezione del cibo non più come commodity (ossia oggetto di scambio) ma come bene comune.

Che tutto ciò non sia solo teoria lo hanno dimostrato le testimonianze provenienti da Aziende Agricole virtuose, che attuano già oggi forme di Agroecologia, declinate a scale differenti, chi su grandi superfici trasformando grazie alle misure agroambientali del PSR i terreni dell’azienda in un ecosistema complesso e che ospita numerose specie animali e vegetali, chi convertendo al propria azienda al biologico, chi puntando sulla piccola produzione di nicchia in ambiti difficili come le Valli montate interne. Agroecologia è, quindi, anche redditività e sviluppo territoriale e sociale.

Ampio è stato il dibattito della tavola rotonda con cui gli esponenti della coalizione e di alcune associazioni di categoria hanno ribadito i punti saldi della campagna gli obiettivi e le motivazioni che ci hanno portato fino a qui. Una coalizione, quindi, unita e sempre più forte che vede insieme associazioni ambientaliste, produttori e società civile per portare avanti le idee per una riforma reale della Politica Agricola Comune.
A sottolineare l’importanza e l’ottima riuscita dell’evento è stato l’intervento del Ministro Martina che ha assicurato il suo impegno a lavorare per una PAC la cui A non significhi solo Agricoltura ma anche Ambiente e Alimentazione, sposando i temi della coalizione.

Nonostante ciò, però, un’ombra è calata sul futuro della riforma della PAC a seguito dell’approvazione la scorsa settimana da parte del parlamento europeo (e la successiva ratifica della SCA) del Regolamento Omnibus.
Con il pretesto di semplificazione si è andato ad indebolire ancora di più l’efficacia per la biodiversità del greening, incentivando, invece, la produzione di colture per la produzione di biocombustibili (e quindi non di cibo).
Quali conseguenze per la biodiversità e la PAC del futuro? Difficile dirlo oggi con certezza, sicuramente, stiamo assistendo ad una politica che ancora una volta premia le grandi lobby agricole a svantaggio dei piccoli produttori, dalla produzione di cibo sano e della conservazione della conservazione della biodiversità.

Una nuova sfida per la Coalizione che si impegnerà a contrastare queste azioni e ad indirizzare la politica verso una reale riforma della PAC a sostegno di un’agricoltura ecologica.

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